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giovedì 29 gennaio 2015

Filosofia della scienza: analisi funzionale (Cummins, 1975)

Assunzioni fondamentali dell'analisi funzionale
Secondo Cummins l'analisi funzionale procede quasi senza eccezione da due assunzioni:
A) La caratterizzazione funzionale nella scienza è spiegare la presenza di un qualcosa che è funzionalmente caratterizzato.
B) per qualcosa avere una funzione significa avere certi effetti su un sistema contenente, effetti che contribuiscono all'esecuzione di alcune attività o al mantenimento di alcune condizioni del sistema.
Dunque unendo queste due assunzioni si spiega la presenza dell'oggetto in un sistema rilevando che tale oggetto ha effetti sul sistema.

Contro Hempel e Nagel
Hempel: il battito cardiaco ha la funzione di far circolare il sangue attraverso l'organismo
La tentazione di sostituire 'funzione' con 'effetto' è evitato dal fetto che il battito cardiaco produce anche del suono, anch'esso perciò un effetto, mentre diciamo che la funzione è un'altra.
Hempel: il battito cardiaco nei vertebrati ha l'effetto di far circolare il sangue e questo assicura il soddisfacimento di alcune condizioni che sono necessarie per l'organismo.
Questa descrizione non ha nessuna forza esplicativa e lo schema esplicativo dell'analisi funzionale, in base ad un impianto D-N, non evita il problema degli equivalenti funzionali.
Nagel: 3) la funzione della clorofilla è di permettere alle piante il processo di fotosintesi
4) una condizione necessaria all'occorrenza della fotosintesi nelle piante è la presenza di clorofilla.
4 non evita il problema: la presenza della clorofilla è necessaria nelle situazioni "normali", ad ogni modo emerge che l'ente E per essere E deve avere necessariamente la struttura S.
Cummins: la funzione dei reni è di eliminare i rifiuti dall'organismo, ma la presenza del rene sinistro non è necessaria normalmente dato che se dovesse mancare la funzione sarebbe continuata dal destro.


Il post Wright: l'interpretazione filosofica ingenua dell'analisi funzionale e gli artefatti
Da Wright in poi chiedere della funzione è chidere "perché x è lì?". Se prendiamo uno gnomone e chiediamo perché è lì possiamo sentir rispondere che è lì perché la sua ombra permette l'inferenza sull'ora della giornata. Questo è quello che normalmente i filosofi intendono quando si parla di spiegazione funzionale, ma l'uso scientifico è diverso. Questo sebbene può essere usato per oggetti che sono una parte di un artefatto o sono artefatti. Con la domanda noi chiediamo lumi sulla ragione di tale x che è lì. Mettiamo che ciò che consideriamo una meridiana è in realtà un'acquasantiera caduta sun un mosaico zodiacale.
È opportuno distinguere la spiegazione funzionale dalla spiegazione teleologica perché nel secondo caso viene fatto pure lì l'uso di funzioni. La clorofilla, il tessuto nervoso, il cuore, ecc. sono lì perché fanno parte della nostra miglior spiegazione (inferenza alla miglior spiegazione). Perciò la forma esplicativa non procederebbe da x – dall'oggetto della domanda funzionale – ma dalla funzione. Cummins suggerisce di refutare A) e una spiegazione D-N tornerebbe ad essere una spiegazione (argomento) forte.


Il modello di Cummins e la selezione naturale
Cummins propone questo modello:
a) i vertebrati (classe c) incorporano un cuore (x) nel modo di c e mostrano la circolazione;
b) il vertebrato s incorpora un cuore al modo di c
c) quindi s mostra la circolazione
Cummins fa poi due esempi tratti dalla letteratura biologica:
1) la funzione del vacuolo contrattile (x) nei protozoi (c) è l'eliminazione dell'acqua (f);
2) la funzione delle neurofibrille (x) nei ciliati (c) è la coordinazione della ciglia (f).
Queste proposizioni possono essere comprese in due modi: i) come l'organismo esibisce certe caratteristiche o comportamenti; ii) spiegare la sopravvivenza degli organismi che incorporano tali strutture.
La tesi A è accetata dai filosofi nella modalità ii sulla scorta della "selezione naturale". Ciò porta a fraintendere la selezione naturale e la teoria dell'evoluzione. Infatti la funzione del vacuolo contrattile non è la stessa in tutti i protozoi.
Se un organismo s incorpora x diciamo che x appartiene al piano genetico della specie, ma se una mutazione di x interviene e dà x' questa permane nonostante la funzione e la sopravvivenza di s. Se la mutazione del piano è vantaggiosa e l'elterazione incrementa la propagazione del piano ciò ha un effetto sul piano stesso e il presentarsi di x'.
La selezione naturale non è l'istanza di un feedback negativo: il grado di successo o fallimento di un organismo non influisce sulle sue caratteristiche. Il piano genetico è indipendente rispetto al successo dell'organismo (tesi di indipendenza tra genotipo e fenotipo).
La selezione non altera il piano, ma può rimuovere eccessi. Perciò è erroneo predire il successo o il fallimento di un organismo dalla sua incorporazione di vacuoli contrattili. Le 'funzioni' dovrebbero essere intese in biologia evoluzionistica non come fattori di riproduzione, ma come capacità del sistema vivente.


Teoria degli effetti selezionati
La caratterizzazione funzionale à la Hempel può essere definita "teoria degli effetti selezionati" ed è una teoria che proviene dalla tesi B. Una teoria siffatta in genere richiede una formula che identifichi gli effetti appropriati. Wright è conscio del problema ma si limita a dire che il cuore non è lì per il suono cardiaco. Cummins perciò confuta pure che sia lì per pompare il sangue (752 nota 7); nemmeno Nagel è riuscito a far di meglio perché, data la sua teoria e modello, l'appendicite è lì per rendere l'organismo vulnerabile all'appendicite. Hempel si rifà ad un "ordine di lavoro" ma poi non dà esplicazione su che si tratti. Il ricorso ad una "normalità" e agli effetti è la base su cui si sviluppa la tesi B e da questa la teoria degli effetti selezionati.
Molti esempi danno da intendere che l'analisi funzionale in biologia possa essere indipendente dall'evoluzionismo, ossia non caricando la funzione di mantenimento della specie. Ovviamente non dicono tutti i biologi che la funzione dell'organismo è il mantenimento della sua specie. Perché i biologi evoluzionistici sono interessati al mentenimento della specie e chiamano le capacità come funzioni?
Cummins ritiene che il linguaggio funzionale nelle scienze abbia cittadinanze per il modo speciale in cui possono essere formulate spiegazioni.


Funzioni e disposizioni
Un qualcosa che è un grado di pompare non è dettto che il pompare sia poi la sua funzione, ma può funzionare come pompa nel sistema s per la sua capacità. La caratterizzazione funzionale implica proposizioni che si riferiscono a disposizioni: x ha la funzione/disposizione φ in s.
Per le disposizioni è importante il concetto di regolarità disposizionale e la spiegazione che ne fa ricorso adotta due strategie.

Strategia di sussunzione
Supponiamo che a abbia una disposizione a d. La regolarità disposizionale consiste nel fatto che certi eventi possano essere per a la causa di d, perciò viene sussunta da una legge generale.

Strategia analitica
Sussume la regolarità disposizionale non in base ad una legge generale dell'oggetto che ha la disposizione d ma analizza le altre disposizioni d', d'', ... che manifesta a come programma di d, ossia come risultatnte delle manifestazioni di d. In questa strategia si parla di capacità o abilità.
L'esempio è l'analisi della catena di montaggio dove la produzione viene suddivisa in un numero di compiti e la catena viene analizzata come programma interdipendente dei compiti.

Funzioni ed analisi funzionale
È durante l'applicazione della strategia analitica che emergono le funzioni nella forma "x funziona da φ in s" o "la funzione di x in s è φ-are". Questo fa dire che il cuore ha la funzione di pompare il sangue ma in un contesto non circolatorio ha senso dire che il cuore ha la funzione di avere il suo battito. Perciò la funzione è strettamente legata al sistema e alla strategia analitica e si riferisce ad una capacità.



La spiegazione analitico-funzionale
Per caratterizzare qualcosa ad una funzione è la motivazione e la forma del contesto a rendere possibile l'assegnamento di un ruolo di un'analisi del sistema-contenitore. La capacità analizzate emergono come funzioni.

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